Le Maschere di Vercelli
BICIULAN e BELA MAJIN

Le maschere della Citta' di Vercelli sono il Bicciolano e la Bela Majin. La loro origine si fa risalire, con un intreccio tra storia e leggenda, ad un personaggio che sarebbe vissuto a Vercelli a cavallo tra il 1700 e il 1800: CARLIN BELLETTI. A questo personaggio si legano ideali come la rivolta ai soprusi, il ripudio delle angherie, la ricerca di un ordine nuovo, più pulito, più sano, più efficiente. Un ordine dove tutti gli uomini siano rispettati.

Di quest'uomo si narra che fosse spiritoso, intellegente, pungente.

Le vicende che lo hanno reso famoso, risalgono a quando la rivoluzione francese batteva alle porte del Piemonte e Vercelli era governata da una classe privilegiata, che imponeva gravi tassazioni alla popolazione e spadroneggiava indisturbata in città.
La più forte animosità contro i prepotenti era a Porta Milano. Il portavoce era appunto Carlin Belletti, detto il Bicciolano".

Da allora la storia e la leggenda di questo personaggio coraggioso, nobile d'animo e allo stesso tempo umile, il Bicciolano, si intrecciano con quella di Vercelli, la sua città. Ancora oggi la nostra maschera è una figura vicina alla gente comune, spiritosa, di grande cuore: così vogliamo rappresentare questo personaggio, che ad ogni Carnevale veste i panni del signore della Città, finalmente, lontano dai soprusi e dall'iniquità.

Così come l'ideale che Belletti perseguiva nell'800 era di ribellione e libertà, lo spirito del Bicciolano e della sua festa oggi è quello di ribellione ai vincoli, alle consuetudini alle inibizioni della quotidianità, è la libertà di essere per un periodo "diversi", forse più vicini al proprio io: il paradosso è dunque che forse indossare una maschera può voler dire "mettere a nudo", e non, come spesso si dice, "celare" la propria identità.

La figura femminile del carnevalone vercellese è la sposa del Bicciolano, la "Bela Majin", che fin da quei tempi era proprio bella, ed era una compagna intelligente, colta, alla sua maniera, anche se popolana come Belletti, capace di intervenire sempre, e giustamente, nei momenti opportuni.

Del Bicciolano ufficialmente si parla come maschera nel 1849 e poi ancora nei famosi carnevaloni di fine ottocento. Poi un periodo in cui la sua figura viene meno ricordata. Dopo una fugace apparizione nel 1935, è nel dopoguerra che Bicciolano irrompe con tutta la sua carica di vitalità e, con la sua Bela Majin, torna ad essere il buon personaggio chiave del Carnevale di Vercelli, quello che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare.

Quest'anno 2006, le maschere cittadine sono impersonate da Ermanno Corona (per il secondo anno) e la sorridente Simona Zarino.

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