Operatori arrivati da Verona,
altri da Bergamo, da Torino, dall’Emilia Romagna. Il mercato del
carnevale, con pezzi dei carri che hanno partecipato alle sfilate di
quest’anno in bella mostra negli spazi allestiti sotto il capannone
di Via Szegoe, nell’ex complesso Chatillon-Montefibre, ha richiamato
molti addetti ai lavori. La loro provenienza, come si è accennato
prima, tocca quasi tutte le regioni del Nord, a conferma del fatto
che il Carnevale di Vercelli sta facendo parlare molto di sé e desta
parecchio interesse.
Se alla vigilia Cesare Losa,
presidente del Comitato manifestazioni vercellesi, sperava di
confermare il buon esito dell’edizione dello scorso anno della
manifestazione, domenica sera quando, dopo le 18 il carraio del
capannone è stato chiuso, era addirittura raggiante: «Non sono
contento, sono stracontento. Sono davvero soddisfatto perchè
abbiamo lavorato molto per il successo di questa iniziativa e non è
stato facile pubblicizzarla. Evidentemente abbiamo lavorato bene e,
a quanto mi hanno riferito gli amici dei rioni, sono state discusse
molte trattative, alcune già anche concluse. Sono stati all’incirca
150 gli operatori che nel corso della giornata hanno animato le
trattative». E, visto il successo ottenuto, Losa sta pensando di
aprire la manifestazione anche alla gente, non soltanto agli addetti
ai lavori: «Vorrei che tutti vedessero il lavoro che sta dietro al
carnevale, quel che si fa prima e dopo le sfilate; credo ne valga la
pena».
Per il Carnevale di Vercelli,
questo è stato un anno di grandi soddisfazioni; prima l’ingresso
nell’olimpo delle manifestazioni che destano l’interesse maggiore
tra gli italiani, poi i consensi per la qualità delle sfilate.
Adesso questa ulteriore attestazione che non fa che confermare la
qualità del “prodotto” vercellese.
I frutti del lavoro fin qui
svolto non vanno dispersi, anzi, a questo punto l’impegno richiesto
è ancora maggiore. «Ecco perchè - dice Losa - vanno eliminate tutte
le possibili cause di malintesi che generano malumori nel popolo del
carnevale. Quest’anno ci sono state discussioni sul verdetto della
giuria generate da valutazioni
di
difficile comprensione. Vogliamo cercare di evitare che ciò si
ripeta ancora in futuro e a questo scopo abbiamo costituito una
commissione per lo studio delle modifiche da apportare al
regolamento del carnevale e ai criteri di valutazione».
Proprio questi ultimi sono
stati il tema del convegno svoltosi in mattinata e affrontato dai
giornalisti Enrico De Maria e Bruno Casalino, entrambi esperti
conoscitori del carnevale vercellese e delle vicende ad esso legate.
Il primo ne ha ripercorso la
storia, mettendo in risalto i meriti di Francesco Leale «la persona
a cui si deve la rinascita, dal 1975, di questa manifestazione e
purtroppo dimenticata da molti, anche dagli stessi rioni». Casalino,
forte della sua esperienza che in passato lo ha visto carrista e
animatore in uno dei rioni cittadini, ha parlato di criteri per la
valutazione, quelli seguiti nelle passate edizioni del carnevale e
poi accantonati, quelli studiati per sostituirli, quelli adottati in
queste ultime edizioni.